Verezzi e il Borgo Saraceno, un teatro naturale patrimonio dell’Unesco
A Verezzi è come entrare in un teatro naturale, immerso nei caldi colori di Liguria e nei profumi della macchia mediterranea: timo, lentisco, rosmarino, ginepro, lavanda. La vista che si schiude, come ha scritto il poeta Camillo Sbarbaro, è bella come una pala d’altare: è un quadro che ti si forma davanti agli occhi e ti strappa un grido di meraviglia. La bellissima descrizione, come le parole che seguono, è di borghipiubelliditalia.it. Paese solitario, Verezzi, dove accanto al cappero e al carrubo è cresciuta la pianta del teatro. Qualcuno, nel 1967, una sera di mezza estate rinfrescata dalla brezza marina, guardò il cielo stellato, la scenografia naturale della piazzetta di Sant’Agostino, le luci sul mare che in basso punteggiavano la costa, e disse: “Questo è teatro!”. E’ così che nacque il prestigioso Festival che si tiene ogni estate.

Verezzi è un vero e proprio gioiello arroccato sulla collina, costituito da quattro borgate: Poggio, Piazza, Roccaro e Crosa. Dalla terrazza dell’Antica Osteria Saracena del Bergallo, che sorge nella borgata Piazza, si spalanca un’emozionante vista panoramica sul golfo del Mar Ligure dalla Caprazoppa fino a Capo Mele, area definita il Santuario dei Cetacei, un’esperienza che lascia senza fiato.

Il sistema viario delle borgate è costituito da mulattiere dette crêuze, costruite con pavimentazione in acciottolato e gradini in pietra, e delimitate da muri alti di confine. Lungo i caruggi e le crêuze che collegano le borgate si aprono a ogni passo suggestivi scorci di stretti passaggi, portoni antichi, lavatoi, edicole votive, angoli ricchi di storia e di bellezza che rimandano ad epoche passate: il tutto inserito nel contesto naturale aspro e gradevole dei terrazzamenti. L’aspetto che colpisce di più in Verezzi è però la vista sulla costa ligure che si può godere da ciascuna delle quattro borgate dove davvero sembra di stare sospesi tra cielo e mare.