I primi sono savonesi, passano in osteria e prenotano di persona. Poi, con gli anni Cinquanta e la ripresa economica del dopoguerra che diventerà miracolo economico italiano, ecco il turismo, che inizialmente è fatto di ospiti soprattutto torinesi. Ai tavoli del Bergallo chiedono assaggi di giardiniera e pomodori, di salame e formaggetta con un gotto di nostralino, fatto di uve bianchetta e vermentino.